Audemars Piguet
Storia del marchio
Audemars Piguet nasce nel 1875 a Le Brassus, nel cuore della Vallée de Joux, la regione tra le montagne del Giura svizzero conosciuta come la "culla dell'alta orologeria" per la concentrazione storica di artigiani specializzati nelle complicazioni più difficili. La manifattura affonda le proprie radici in una fitta rete di famiglie di orologiai attive già dal tardo Settecento, ed è oggi il più antico produttore di orologi ancora nelle mani delle famiglie fondatrici.
Per il primo secolo di vita, il marchio costruisce la propria fama sulle complicazioni: calendari perpetui, ripetizioni minuti e tourbillon di altissima precisione, spesso realizzati su commissione per una clientela ristretta. La svolta arriva il 10 aprile 1970, quando l'amministratore delegato Georges Golay chiede al giovane designer italiano Gérald Genta di ideare, nel giro di una notte, un orologio sportivo di lusso in acciaio: nasce così il Royal Oak, presentato nel 1972 al prezzo di un orologio in oro nonostante fosse realizzato in acciaio, una scelta all'epoca considerata quasi provocatoria.
Il successo del Royal Oak, inizialmente accolto con scetticismo dal mercato, ridefinisce il concetto stesso di lusso orologiero, dimostrando che raffinatezza tecnica e finiture di alta gamma potevano convivere con un materiale fino ad allora considerato "povero". Da quella scommessa nascono, nei decenni successivi, tutte le famiglie che oggi costituiscono il catalogo del marchio: dal Royal Oak Offshore del 1993, pensato per un pubblico più giovane e sportivo, fino al Code 11.59 del 2019, la collezione con cui Audemars Piguet ha provato a costruire un secondo linguaggio estetico oltre l'iconico ottagono.
