Accutron
Storia del modello
L'Accutron viene presentato da Bulova il 25 ottobre 1960 e arriva in commercio l'anno successivo, frutto del lavoro dell'ingegnere svizzero Max Hetzel: al posto del bilanciere oscillante di un orologio meccanico, il calibro 214 utilizza un diapason elettronico che vibra a 360 Hz, pilotato da un circuito a transistor e alimentato da una pila. Invece del ticchettio di un movimento meccanico o dello scatto secco di un quarzo, l'Accutron produce un caratteristico ronzio continuo — il suo tratto più riconoscibile anche per chi non lo indossa — che è diventato parte integrante dell'identità del modello. Il nome stesso, crasi di "accuracy" ed "electronic", riassume l'ambizione del progetto: offrire una precisione fino ad allora sconosciuta agli orologi da polso, che Bulova pubblicizzò come garantita entro un minuto al mese.
Il successo commerciale fu immediato: si stima che oltre quattro milioni di esemplari furono venduti entro il 1973. Ma è la variante "Spaceview", con quadrante aperto privo di indici tradizionali, a diventare l'immagine più riconoscibile della linea: lasciando a vista il diapason vibrante e il complesso sistema di ruote dentate, trasformava un dettaglio tecnico in una dichiarazione estetica. Nato quasi per caso — la leggenda vuole che il primo esemplare a quadrante aperto fosse un prototipo da banco di prova poi richiesto da un cliente — lo Spaceview è oggi il modello Accutron più ricercato dai collezionisti ed è diventato, più in generale, uno dei simboli riconoscibili dell'orologeria elettronica vintage americana.
Il legame dell'Accutron con la storia dell'esplorazione spaziale è uno degli aspetti più citati della sua eredità: movimenti derivati dal calibro 214 furono impiegati come cronometri di bordo in diverse missioni NASA, dai programmi Mercury e Gemini fino all'Apollo, e un dispositivo a diapason Accutron fu persino lasciato sulla superficie lunare come parte della strumentazione scientifica del programma Apollo. La produzione della linea originale proseguì fino alla fine degli anni '70, prima di essere sostituita dalla tecnologia al quarzo.
L'Accutron vintage resta oggi una delle categorie più seguite dal collezionismo orologiero, con un mercato attivo attorno ai calibri 214 e alle successive evoluzioni 218/219: sono proprio gli esemplari Spaceview originali, insieme alle referenze più particolari come l'"Astronaut", a spuntare le quotazioni più alte. È un interesse che Bulova stessa ha riconosciuto riportando il nome in produzione sotto il marchio Accutron: la Spaceview 2020, con calibro elettrostatico di sviluppo interamente nuovo, riprende apertamente il linguaggio estetico dell'originale del 1960 — quadrante aperto, accenti verdi, lancetta dei secondi arancione — a dimostrazione di quanto il fascino dell'Accutron resti ancora oggi legato, prima di tutto, ai pezzi storici.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il diapason dell'Accutron non solo scandiva il tempo sul polso: dispositivi elettronici derivati dallo stesso principio furono utilizzati anche come componenti di temporizzazione in strumentazione scientifica portata dalle missioni Apollo, un dettaglio poco noto che lega ancora più da vicino il nome Bulova alla storia dell'esplorazione lunare, ben prima del celebre episodio del cronografo di Dave Scott su Apollo 15.
