Carl F. Bucherer
Storia del marchio
Tutto comincia nel 1888 a Lucerna, dove Carl Friedrich Bucherer apre un negozio di orologi e gioielli destinato a diventare, nel giro di poche generazioni, uno dei nomi più rispettati dell'orologeria svizzera indipendente. I suoi due figli entrano presto in azienda, uno formato come orologiaio e l'altro come orafo, gettando le basi di un'attività a conduzione familiare che nel 1919 lancia una delle prime collezioni femminili in stile art déco del settore. Nei decenni successivi la produzione di cronometri cresce fino a collocare Bucherer, verso la fine degli anni Sessanta, tra i primi tre produttori svizzeri di segnatempo certificati.
La svolta arriva nel 2001, quando Jörg G. Bucherer — terza generazione alla guida dell'azienda — rilancia la divisione orologiera come marchio autonomo con il nome "Carl F. Bucherer", in omaggio diretto al fondatore, affiancandolo alla storica rete di boutique Bucherer. È l'inizio della fase di manifattura vera e propria: nel 2007 viene acquisita l'atelier Techniques Horlogères Appliquées, che dà vita a Carl F. Bucherer Technologies, e l'anno seguente debutta il calibro CFB A1000, il primo movimento automatico di serie con rotore a montaggio periferico invece che centrale. Da quell'innovazione nascono negli anni successivi generazioni evolute della stessa tecnologia, fino al tourbillon periferico CFB T3000 (2018) e al calibro a suoneria minuti CFB MR3000 (2021).
Nell'agosto 2023 Rolex acquisisce Bucherer AG, il gruppo di famiglia che controllava sia la rete di rivendita sia la manifattura orologiera. Nel febbraio 2025 Rolex decide però di chiudere il marchio Carl F. Bucherer, non essendo mai diventato pienamente redditizio: si conclude così, dopo 137 anni, la storia di una delle ultime manifatture orologiere indipendenti rimaste legate a una famiglia svizzera. Chronopedia documenta il marchio come capitolo storico chiuso, con le collezioni che ne hanno segnato il percorso.
