Manero
Storia del modello
Il Manero nasce nei primi anni Duemila, in parallelo al rilancio del marchio come manifattura autonoma, come collezione dedicata a un pubblico più classico ed elegante rispetto alle proposte sportive del catalogo: casse rotonde, quadranti sobri e — nel tempo — un numero crescente di complicazioni, dal cronografo flyback al tourbillon fino al calendario perpetuo. È la linea in cui Carl F. Bucherer ha scelto di mostrare più apertamente il proprio know-how manifatturiero.
La svolta arriva nel 2016 con il lancio del Manero Peripheral, il primo modello della collezione a montare il calibro CFB A2000, evoluzione del rotore periferico introdotto nel 2008 con il CFB A1000: attraverso il fondello in vetro zaffiro si osserva la massa oscillante che ruota lungo il perimetro del movimento invece che al centro, lasciando la meccanica centrale completamente a vista. Nel 2018 la gamma si allarga con la versione da 43,1 mm e il calibro COSC-certificato CFB A2050, oltre al Manero Tourbillon DoublePeripheral, che applica lo stesso principio anche alla gabbia del tourbillon.
Nel corso degli anni il Manero ha ospitato anche complicazioni più tradizionali come la riserva di carica, il flyback e la grande data, confermandosi come la linea più eterogenea del catalogo: un terreno di sperimentazione tecnica racchiuso in un'estetica volutamente sobria, pensata per non competere in appariscenza con le collezioni sportive Patravi.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il rotore periferico del Manero non gira su un perno centrale tradizionale, ma scorre lungo tre piccoli rulli rivestiti DLC montati su cuscinetti a sfera in ceramica: una soluzione meccanica che permette di ridurre lo spessore del movimento e, allo stesso tempo, di lasciare libera la vista sull'intera architettura del calibro attraverso il fondello.
