Eco-Drive
Storia del modello
Lo sviluppo comincia nel 1974, sull'onda della crisi energetica globale, quando l'industria in generale, orologiera compresa, guarda con nuovo interesse a fonti di energia alternative. Nel 1976 Citizen lancia il Crystron Solar Cell, presentato come il primo orologio al quarzo analogico al mondo alimentato da una cella solare: otto celle in silicio monocristallino garantivano fino a cinque anni di autonomia a piena carica, con una precisione dichiarata entro 15 secondi al mese. La sfida tecnica più difficile non era generare energia dalla luce, ma immagazzinarla: non esisteva ancora una batteria ricaricabile compatta adatta allo scopo, e gli ingegneri Citizen dovettero progettare un circuito capace di gestire lo sviluppo di idrogeno all'interno delle pile ricaricabili all'argento allora disponibili.
Negli anni successivi la tecnologia matura rapidamente: nel 1986 l'introduzione di celle in silicio amorfo abbinate a un condensatore elettrico a doppio strato estende l'autonomia a circa 200 ore di funzionamento continuo al buio. È nella prima metà degli anni '90 che il marchio adotta ufficialmente il nome "Eco-Drive" per questa famiglia di calibri, e nel 1995 arriva un salto netto nell'autonomia, fino a sei mesi. Nel 1996 un modello Eco-Drive diventa il primo orologio in Giappone a ricevere la certificazione ambientale Eco Mark, un riconoscimento che rafforza pubblicamente l'argomento centrale della tecnologia: nessuna pila usa e getta da smaltire.
Il perfezionamento prosegue fino a oggi: il 2000 porta l'Eco-Drive radiocontrollato, che riceve il segnale orario e riduce drasticamente la manutenzione; il 2011 il calibro A010, preciso entro ±5 secondi l'anno; il 2019 il calibro di punta 0100, cinque volte più preciso del precedente, entro ±1 secondo l'anno, tra i quarzo più accurati mai prodotti in serie; il 2023 la variante "Eco-Drive 365", capace di un anno intero di autonomia a piena carica anche senza ulteriore esposizione alla luce. Oggi la tecnologia equipaggia la maggioranza del catalogo Citizen, dalle collezioni eleganti alle linee subacquee Promaster: più che un singolo modello, è diventata il tratto tecnico che definisce il marchio.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Nel 1976 non esisteva ancora, in commercio, una batteria ricaricabile abbastanza compatta da stare in un orologio: gli ingegneri Citizen dovettero letteralmente inventare un circuito per gestire lo sviluppo di idrogeno all'interno delle pile ricaricabili all'argento dell'epoca, prima ancora di poter rendere pratico il Crystron Solar Cell.
