Citizen
Storia del marchio
Le origini di Citizen risalgono al 1918, quando a Tokyo nasce lo Shokosha Watch Research Institute, laboratorio fondato da Kamekichi Yamazaki con l'obiettivo di sviluppare una produzione orologiera realmente giapponese. Nel 1924 l'istituto presenta il suo primo orologio da tasca, e per battezzarlo si rivolge al sindaco di Tokyo dell'epoca, Gotō Shinpei, che suggerisce il nome "Citizen": un augurio esplicito, quello di un orologio destinato a diventare uso comune e apprezzato dai "cittadini" di tutti i giorni, non un lusso riservato a pochi. Nel 1930 l'attività viene formalizzata nella Citizen Watch Co., Ltd.
Nei decenni successivi Citizen costruisce la propria identità su un'integrazione industriale rara nel settore: progetta e produce in casa non solo i movimenti ma anche casse, vetri e componenti, diventando uno dei pochissimi gruppi orologieri al mondo realmente verticalizzati. Il 1959 porta il primo vero salto tecnico riconosciuto, il Parawater, il primo orologio impermeabile realizzato in Giappone; il 1973 il primo orologio al quarzo del marchio; il 1976 la rivoluzione dell'energia a luce con il Crystron Solar Cell, capostipite di quella che diventerà la tecnologia Eco-Drive. Parallelamente, dagli anni '80, la linea Promaster raccoglie l'eredità di una tradizione subacquea concreta, tra cui l'Aqualand del 1985, il primo orologio al mondo con sensore di profondità elettronico integrato.
Nel 1960 Citizen avvia un accordo di import-export con l'americana Bulova, rapporto che nel 2008 si trasforma nell'acquisizione diretta della Bulova Corporation, ampliando il gruppo verso il mercato statunitense e verso un segmento di prezzo più alto, meccanico oltre che al quarzo. Bulova mantiene però un'identità e una storia proprie, già raccontate in una pagina Chronopedia dedicata: qui il racconto resta centrato sul marchio Citizen e sulle sue linee.
