DB28
Storia del modello
Presentato nel 2011, il DB28 è probabilmente il modello che più di ogni altro ha reso riconoscibile De Bethune a colpo d'occhio. La cassa richiama nelle proporzioni e nella posizione della corona, collocata a ore 12, l'impostazione degli orologi da tasca ottocenteschi, ma il dettaglio che ne ha fatto un'icona è l'attacco delle anse: pivottanti e dotate di molle interne, sono la piena applicazione a un intero modello del brevetto sulle "anse fluttuanti" depositato da De Bethune nel 2006, pensato per seguire i movimenti del polso e garantire un'aderenza costante indipendentemente dalla sua forma.
Sotto il quadrante, il calibro DB2115V4 mette in mostra i ponti a forma di delta con decorazione Côtes de Bethune, un sistema di ammortizzazione degli urti a tripla parachute e, a ore 6, la luna sferica brevettata del marchio: qui raffigura la Terra vista dallo spazio, con gli emisferi realizzati in palladio e acciaio brunito a fuoco, in un'immagine che i fondatori hanno dichiarato ispirata agli studi astronomici di Leonardo da Vinci. Il fondello mostra l'indicatore della riserva di carica, mentre tra le ore 2 e le 3 compare un secondo indicatore, dedicato al funzionamento del bariletto autoregolante.
Il successo del DB28 ha spinto De Bethune a farne una vera e propria famiglia interna alla manifattura, con varianti tourbillon, cronografo, scheletrate e a tema cromatico come la serie "Yellow Tones", oltre alla riedizione DB28XP realizzata nel 2021 per il decimo anniversario del modello, con una cassa più sottile pur mantenendo intatta l'architettura originale.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Denis Flageollet ha riassunto la filosofia dietro al DB28 con una frase divenuta quasi un motto del marchio: "non fare di più, ma fare meglio". Non stupisce quindi che la luna del DB28, anziché raffigurare il nostro satellite come nella tradizione orologiera, mostri la Terra vista dallo spazio — un capovolgimento di prospettiva che riflette bene l'approccio non convenzionale della manifattura.
