De Bethune
Storia del marchio
De Bethune nasce nel 2002 dall'incontro tra David Zanetta, collezionista d'arte e di orologi, e Denis Flageollet, orologiaio discendente da una famiglia di maestri del settore attiva nella Vallée de Joux. I due condividono la stessa idea di fondo: l'orologeria tradizionale può restare autenticamente artigianale solo se accetta di essere reinventata con gli strumenti e i materiali del proprio tempo. Il nome scelto per la manifattura è un omaggio al Cavaliere di Béthune, ufficiale di marina e innovatore dell'orologeria del Settecento a cui si attribuisce lo sviluppo di un noto scappamento, e che i fondatori considerano un antesignano del proprio approccio.
Fin dai primi anni la piccola manifattura, con sede e laboratorio riuniti sotto lo stesso tetto a L'Auberson, si distingue per un ritmo di innovazione fuori scala rispetto alle sue dimensioni: nel solo primo decennio di attività De Bethune deposita numerosi brevetti, sviluppa oltre una decina di calibri propri e introduce diverse soluzioni mai viste prima su un orologio da polso, tra cui una nuova concezione del bilanciere, la brunitura naturale del titanio e una luna sferica brevettata. Questo lavoro viene riconosciuto nel 2011 con l'Aiguille d'Or, il massimo premio del Grand Prix d'Horlogerie de Genève.
Negli anni successivi, con l'ingresso di Pierre Jacques accanto a Zanetta e Flageollet nella guida dell'azienda, De Bethune consolida il proprio profilo di manifattura totalmente verticale, capace di produrre in casa bilancieri, spirali, casse e finiture. La produzione resta volutamente limitata — poche centinaia di pezzi l'anno, destinati a un pubblico ristretto di collezionisti e appassionati di alta orologeria — mentre il catalogo si sviluppa attorno a un numero contenuto di linee, ciascuna pensata come piattaforma per esplorare nuove complicazioni piuttosto che come semplice variazione stilistica.
