Storia del modello
Lo Scafograf nasce alla fine degli anni Cinquanta come risposta di Eberhard & Co. alla nascente categoria degli orologi subacquei professionali, un segmento in cui il marchio si trova a confrontarsi direttamente con nomi come Rolex, Blancpain e Omega. Il primo Scafograf 100, prodotto in serie limitatissima attorno al 1958, viene seguito già l'anno successivo da una versione dichiarata resistente fino a 200 metri di profondità: numeri considerevoli per l'epoca, ottenuti grazie all'esperienza che Eberhard aveva maturato come fornitore di casse e movimenti per altri marchi del settore.
I primi esemplari, dal diametro contenuto e privi di lunetta girevole, vengono presto affiancati da una seconda generazione dotata di lunetta ruotante e di una migliore protezione della corona. È però la versione del 1964, con cassa portata a 42 mm, lancette a bastone e indici lineari, a essere considerata dai collezionisti la forma più compiuta e iconica dello Scafograf: un modello che raggiunge i 300 metri di impermeabilità dichiarata, mentre varianti successive della famiglia arrivano a toccare i 400, 750 e perfino 1000 metri.
Nel 2016 Eberhard & Co. riporta lo Scafograf al centro del proprio catalogo con la rievocazione dello Scafograf 300 (referenza 41034), che riprende direttamente l'estetica della versione del 1964 in una cassa da 43 mm in acciaio, con movimento automatico di base ETA 2824-2 e valvola di sfogo dell'elio: un ponte esplicito tra l'eredità subacquea storica del marchio e il proprio pubblico contemporaneo.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Prima di essere conosciuta principalmente come marchio di cronografi, Eberhard & Co. è stata per decenni anche un importante fornitore di casse e movimenti per conto di altri marchi orologieri: un'esperienza tecnica poco raccontata al grande pubblico, ma che ha contribuito in modo diretto alla capacità del marchio di competere, con lo Scafograf, nel terreno allora dominato da colossi come Rolex e Omega.
