Octa Automatique Lune
Storia della collezione
Nel 2001 François-Paul Journe presenta il calibro 1300, terzo movimento della sua giovane manifattura e primo a carica automatica: un progetto pensato, a differenza dei primi due calibri manuali, per raggiungere un pubblico più ampio senza rinunciare al rigore tecnico che aveva già caratterizzato tourbillon e risonanza. Da quel calibro nasce la famiglia Octa, diventata negli anni la base della quasi totalità degli orologi automatici del marchio.
Il rotore, in oro 22 carati e volutamente decentrato, lascia spazio sul movimento per l'aggiunta di complicazioni successive: data, fasi lunari, doppio fuso orario, cronografo. Grazie a un bariletto con una molla lunghissima — circa un metro, spessa appena un millimetro — l'Octa garantisce circa sette giorni di autonomia complessiva, di cui cinque a precisione cronometrica pienamente garantita, un'autonomia insolitamente lunga per un movimento automatico dell'epoca.
L'esecuzione con fase lunare, l'Octa Automatique Lune, applica questa base tecnica a una delle complicazioni più amate dai collezionisti, abbinando l'indicazione delle fasi lunari alla robustezza e alla lunga riserva di carica del calibro 1300: un equilibrio tra complicazione romantica e affidabilità quotidiana che riassume bene la filosofia dell'intera collezione Octa.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il calibro 1300 è nato come terzo movimento in assoluto della manifattura, dopo il tourbillon a risonanza e il calibro della Résonance: da quella singola base tecnica sono derivate, nel corso degli anni, oltre una dozzina di varianti diverse della famiglia Octa.
