H. Moser & Cie
Storia del marchio
La storia di H. Moser & Cie si snoda in due epoche separate da oltre un secolo. Il fondatore, Heinrich Moser, nasce a Sciaffusa nel 1805, si forma come orologiaio anche nel Giura svizzero e nel 1828, poco più che ventenne, apre una propria casa orologiera a San Pietroburgo. Nella Russia zarista i suoi orologi diventano status symbol dell'aristocrazia e della corte imperiale: tra la clientela figurano principi russi e, secondo diverse fonti, lo stesso Vladimir Lenin acquistò o possedette un Moser. Nel 1848 Heinrich Moser rientra in Svizzera e costruisce a Sciaffusa una manifattura per rifornire l'attività russa, diventando nel frattempo anche un imprenditore industriale di primo piano: tra le sue iniziative, la cofondazione della SIG e la costruzione della prima centrale idroelettrica sul Reno superiore.
Alla morte di Heinrich Moser, nel 1874, l'azienda si divide tra gli eredi e i direttori che ne proseguono l'attività: il ramo russo viene espropriato dai bolscevichi durante la rivoluzione d'ottobre del 1918, mentre l'attività svizzera, con sede a Le Locle, continua sotto altra proprietà. Nel corso del Novecento, e in particolare con la crisi del quarzo, il marchio perde progressivamente il proprio prestigio: confluito nel gruppo industriale Dixi, il nome viene persino storpiato in "Hy Moser & Cie", segno di un'eredità quasi dimenticata.
La rinascita arriva nel 2005, quando l'orologiaio Dr. Jürgen Lange e Roger Nicholas Balsiger — discendente diretto di Heinrich Moser — rifondano la manifattura a Neuhausen am Rheinfall, proprio di fronte alle Cascate del Reno, riportando in vita il nome storico con una nuova filosofia orientata al design minimalista e all'indipendenza produttiva. Dal 2012 la proprietà è passata al gruppo MELB Holding della famiglia Meylan, guidata dal CEO Édouard Meylan, che ha portato H. Moser & Cie a produrre in proprio la quasi totalità dei componenti — inclusa, dal 2007, la spiraline Straumann sviluppata internamente — e a farsi conoscere anche per campagne di marketing dissacranti sul concetto stesso di "Swiss Made".
