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Jaeger-LeCoultre Atmos
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Foto in arrivo
MeccanismoPendolo a variazione di temperatura, capsula di gas sigillata
Autonomia1 °C di variazione = circa 48 ore di riserva
CustodiaCampana di vetro, base in ottone dorato o cromato
Consumo energeticoCirca 250 volte inferiore a un orologio da polso
TipologiaOrologio da tavolo (pendola), non da polso

Atmos

Il pendolo che non si carica mai: alimentato dal semplice respiro della stanza

Storia del modello

L'Atmos nasce da un'intuizione dell'ingegnere svizzero Jean-Léon Reutter, che nel 1928 concepisce un pendolo capace di caricarsi da solo sfruttando non la gravità o il movimento, come gli orologi automatici da polso, ma le variazioni di temperatura dell'ambiente in cui si trova. Il principio si basa su una capsula sigillata contenente una miscela di gas che si espande o si contrae al variare, anche minimo, della temperatura circostante, generando l'energia meccanica necessaria a caricare una molla motrice attraverso un sistema di leve. Jaeger-LeCoultre riconosce il potenziale dell'invenzione e ne acquisisce i diritti, depositando i relativi brevetti in Francia nel 1936 e in Svizzera nel 1937, dopo aver sviluppato i primi prototipi, designati come Atmos 0.

Portare l'idea di Reutter dal prototipo alla produzione industriale richiede però anni di perfezionamento tecnico. Il gas altamente volatile e in parte tossico impiegato nella capsula originale viene sostituito con una miscela più stabile e sicura, e il bilanciere viene ridisegnato per oscillare molto più lentamente di quello di un orologio convenzionale, riducendo il consumo energetico fino a circa 250 volte rispetto a un comune orologio da polso. Il risultato è un meccanismo di straordinaria efficienza: una variazione di temperatura di appena un grado Celsius nell'arco della giornata è sufficiente a garantire circa 48 ore di riserva di carica, il che significa che le normali oscillazioni termiche tra il giorno e la notte bastano, in condizioni normali, a mantenere il pendolo in funzione indefinitamente, senza alcun intervento manuale.

A partire dalla fine degli anni Trenta l'Atmos assume la forma industriale che lo ha reso celebre: il meccanismo racchiuso in una base dorata o cromata e sormontato da una campana di vetro trasparente, che permette di osservare il lento e ipnotico movimento del bilanciere. Nel corso del Novecento l'orologio diventa un dono istituzionale ricorrente, offerto a capi di stato, ambasciatori e alte cariche in occasione di visite diplomatiche, tanto da guadagnarsi il soprannome informale di "orologio dei presidenti". Negli anni più recenti la manifattura ha affiancato ai modelli classici alcune reinterpretazioni contemporanee firmate da designer esterni, come l'Atmos disegnato da Marc Newson nel 2008, che reinventa in chiave scultorea la forma della cassa mantenendo intatto, all'interno, lo stesso principio meccanico ideato quasi un secolo prima.

Caratteristiche tecniche

Meccanismo
Capsula di gas sigillata sensibile alle variazioni di temperatura
Bilanciere
Oscillazione lenta, consumo energetico ridottissimo
Autonomia
1 °C di variazione garantisce circa 48 ore di riserva
Custodia
Campana di vetro trasparente su base in ottone dorato o cromato
Carica
Automatica, senza intervento manuale in condizioni normali
Brevetti
Francia 1936, Svizzera 1937
Uso
Orologio da tavolo, spesso oggetto di rappresentanza
Ispirazione
Principio ideato da Jean-Léon Reutter nel 1928

Esecuzioni principali

Atmos ClassiqueLa versione più fedele all'impostazione originale, campana di vetro e base dorataproduzione corrente
Atmos IILa forma industriale che ha definito lo standard produttivo della lineadal 1938 circa
Atmos by Marc NewsonReinterpretazione scultorea contemporanea del designer australianodal 2008
Atmos con complicazioni astronomicheVersioni con fasi lunari o indicazioni calendariali aggiuntiveproduzione corrente
Curiosità

Grazie alla propria estrema efficienza energetica, un Atmos ben funzionante può teoricamente restare in movimento per decenni, se non generazioni, senza mai essere caricato manualmente: gli basta il naturale variare della temperatura di una stanza abitata. Proprio per questa sua natura di oggetto quasi perpetuo, nel corso del Novecento è diventato uno dei doni ufficiali più ricorrenti tra capi di stato e alte cariche istituzionali, guadagnandosi il soprannome di "orologio dei presidenti".