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Jaeger-LeCoultre

Fondata nel 1833 a Le Sentier — nome attuale dal 1937, oggi nella Vallée de Joux, Svizzera (gruppo Richemont)

Storia del marchio

Tutto comincia nel 1833, quando Antoine LeCoultre apre un atelier orologiero a Le Sentier, nel cuore della Vallée de Joux, l'altopiano giurassiano svizzero che sarebbe diventato una delle culle dell'alta orologeria. LeCoultre è prima di tutto un inventore: nel 1844 mette a punto il Millionomètre, il primo strumento in grado di misurare il micron, che diventerà per decenni lo standard dell'intera industria orologiera svizzera per il controllo di precisione dei componenti; nel 1847 sviluppa un sistema di carica e messa all'ora senza chiavetta, e nel 1851 riceve una medaglia d'oro all'Esposizione Universale di Londra. Nel 1866, insieme al figlio Élie, fonda LeCoultre & Cie, la prima manifattura a ciclo completo della Vallée de Joux, capace cioè di realizzare al proprio interno ogni fase della produzione di un orologio, dalla progettazione alla finitura.

Il nome che oggi conosciamo nasce dall'incontro con un altro protagonista dell'orologeria dell'epoca: nel 1903 l'orologiaio parigino Edmond Jaeger lancia una sfida ai manifatturieri svizzeri, chiedendo di realizzare calibri sempre più sottili per i propri orologi da tasca e da polso di alta gamma. Jacques-David LeCoultre, nipote del fondatore, raccoglie la sfida e nel 1907 presenta il Calibro 145, spesso soprannominato "Couteau" per il suo spessore di appena 1,38 mm: all'epoca il movimento meccanico più sottile mai realizzato. Dalla collaborazione tecnica tra le due case nasce un sodalizio che nel 1937 viene formalizzato con la ragione sociale Jaeger-LeCoultre. Per gran parte del Novecento la manifattura di Le Sentier lavora anche "dietro le quinte": tra il 1902 e il 1932 fornisce la maggior parte degli sbozzati di movimento a Patek Philippe, e nel corso dei decenni sviluppa calibri e complicazioni per altri grandi nomi come Audemars Piguet, Vacheron Constantin, Cartier e IWC, guadagnandosi l'appellativo, oggi entrato nel linguaggio comune degli appassionati, di "manifattura delle manifatture".

Il XX secolo vede fiorire alcune delle invenzioni più celebri del marchio: nel 1928 Jaeger-LeCoultre acquisisce e sviluppa il principio del pendolo Atmos, capace di caricarsi da solo sfruttando le variazioni di temperatura ambientale; nel 1929 nasce il Calibro 101, tuttora il più piccolo movimento meccanico al mondo, con appena un grammo di peso; e nel 1931 viene depositato il brevetto del Reverso, la cassa reversibile che resta il simbolo assoluto della maison. Nel 2000 Jaeger-LeCoultre entra a far parte a pieno titolo del gruppo Richemont, mantenendo però la propria autonomia produttiva a Le Sentier, dove oggi riunisce sotto lo stesso tetto oltre venti mestieri orologieri — dalla progettazione dei calibri alla lavorazione degli smalti, dall'incisione alla gemmologia — continuando a sviluppare complicazioni di altissimo livello, dal Gyrotourbillon del 2004 all'Hybris Mechanica à Grande Sonnerie del 2009, con oltre 1.200 calibri e più di 400 brevetti depositati nella propria storia.

Cosa lo contraddistingue

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La "manifattura delle manifatture"
Per gran parte del Novecento Jaeger-LeCoultre ha fornito calibri e componenti ad altri marchi prestigiosi — tra cui Patek Philippe, Audemars Piguet, Vacheron Constantin, Cartier e IWC — restando spesso defilata rispetto al proprio nome.
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L'invenzione della cassa reversibile
Il Reverso, brevettato nel 1931 per proteggere il vetro degli orologi dei giocatori di polo in India, resta un unicum nella storia orologiera e il modello più riconoscibile del marchio.
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Radici nella Vallée de Joux
Dal 1833 la manifattura ha sede a Le Sentier, nel cuore dell'arco giurassiano svizzero, dove sviluppa internamente movimenti, casse e complicazioni con centinaia di calibri e brevetti depositati nella propria storia.

Modelli iconici