Reverso
Storia del modello
La storia del Reverso comincia nel 1930, quando l'uomo d'affari César de Trey, di ritorno da un viaggio in India, racconta a Jacques-David LeCoultre un problema molto concreto: gli ufficiali britannici che giocavano a polo rompevano regolarmente il vetro dei loro orologi durante le partite, urtandolo con la mazza o con la palla. Da questa esigenza pratica nasce un'idea tanto semplice quanto brillante: una cassa capace di scorrere sul proprio supporto e di ribaltarsi completamente su se stessa, in modo da proteggere il quadrante lasciando esposto solo il retro in metallo pieno. Il progetto viene sviluppato con l'ingegnere René-Alfred Chauvot, il brevetto è depositato a Parigi il 4 marzo 1931 e in novembre viene registrato il nome "Reverso": la produzione comincia praticamente da subito.
Il disegno della cassa riflette pienamente il gusto Art Déco dell'epoca: linee rettangolari nette, angoli squadrati e, sui due fianchi corti, tre scanalature orizzontali — i cosiddetti "gadroons" — che in origine avevano una funzione meccanica, poiché aiutavano a far scorrere la cassa sul carrello di supporto durante il ribaltamento, e che sono rimasti da allora la firma stilistica più riconoscibile del modello. Il retro pieno, pensato in origine come semplice protezione, si è trasformato nel tempo in una superficie da personalizzare: smalti dipinti a mano, incisioni, stemmi araldici e miniature hanno reso ogni Reverso, potenzialmente, un pezzo unico.
Nei decenni successivi la linea si è arricchita di complicazioni sempre più sofisticate, sfruttando la particolare forma rettangolare del movimento per soluzioni tecniche difficili da replicare su una cassa tonda. Nel 1991, per il sessantesimo anniversario, arriva il Reverso Soixantième con le prime vere complicazioni meccaniche della linea; nel 1994 debutta il Duoface, con calibro 854 e due quadranti indipendenti per leggere due fusi orari semplicemente ribaltando la cassa; nel 1997 è la volta del Duetto, calibro 844, pensato per il pubblico femminile. Nel 2006 la manifattura presenta la Reverso Grande Complication à Triptyque, il primo orologio della storia con tre quadranti animati da un unico movimento, a testimonianza di quanto lontano si possa spingere l'architettura reversibile inventata nel 1931.
Ancora oggi il Reverso resta l'orologio più immediatamente associato a Jaeger-LeCoultre: oltre cinquanta calibri rettangolari sviluppati appositamente nel corso della sua storia, un design che non ha mai davvero smesso di essere prodotto dal 1931 e un'estetica Art Déco che continua a essere riletta, generazione dopo generazione, in chiave sempre nuova.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Le tre scanalature orizzontali sui fianchi corti della cassa, oggi puro elemento decorativo e vera firma stilistica del Reverso, in origine avevano una funzione tutt'altro che estetica: servivano a far scorrere la cassa sul carrello di supporto durante il movimento di ribaltamento, secondo la meccanica pensata nel 1931 da Jacques-David LeCoultre e René-Alfred Chauvot per risolvere il problema dei vetri rotti dei giocatori di polo.
