Storia della linea
La collezione nasce dall'incontro tra Junghans e Max Bill (1908-1994), architetto, artista e designer svizzero formatosi al Bauhaus di Dessau e in seguito co-fondatore e docente della Hochschule für Gestaltung di Ulm. La collaborazione inizia a metà degli anni Cinquanta con la progettazione di orologi da cucina e da tavolo — tra cui un celebre modello da cucina oggi conservato al MoMA di New York — e culmina nel 1961 con il primo orologio da polso firmato Max Bill per Junghans.
Il disegno applica all'orologeria i principi appresi al Bauhaus e insegnati a Ulm: eliminazione di ogni elemento non funzionale, quadrante bianco leggibile a colpo d'occhio, indici a bastoncino sottili, lancette essenziali e, nella versione originaria, nessuna finestra data né numerali a disturbare la superficie. Il risultato è un oggetto che privilegia la chiarezza della lettura sopra ogni intento decorativo, in perfetta coerenza con la filosofia "la forma segue la funzione" cara al movimento.
Uscita di produzione e poi reintrodotta da Junghans agli inizi degli anni Duemila, la linea Max Bill è oggi il prodotto più identificativo del marchio ed è stata declinata in numerose varianti di cassa, movimento e quadrante — dal tre lancette manuale alla versione cronografo, fino a un'edizione radiocontrollata ad energia solare — mantenendo sempre lo stesso linguaggio grafico disegnato oltre sei decenni fa.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Max Bill non era un orologiaio di formazione ma un architetto e artista poliedrico, insignito nel 1936 del "Prix" alla Triennale di Milano: il suo primo progetto per Junghans, a metà anni Cinquanta, fu un orologio da cucina a forma di goccia, oggi conservato nella collezione permanente del MoMA di New York — solo alcuni anni dopo, nel 1961, sarebbe arrivato il primo orologio da polso.
