Junghans
Storia del marchio
Junghans nasce il 15 aprile 1861 a Schramberg, nella Foresta Nera tedesca, per iniziativa di Erhard Junghans e del cognato Jakob Zeller-Tobler. L'azienda cresce a ritmi impressionanti grazie a tecniche di produzione in serie apprese osservando l'industria orologiera americana: già nel 1903 Junghans è la più grande fabbrica di orologi al mondo, con oltre tremila dipendenti e una produzione di diversi milioni di pezzi l'anno, tra orologi da tasca, da parete e — dal 1927 — anche da polso. Nel corso del Novecento il marchio si afferma anche come fornitore di cronometri di precisione, arrivando a essere considerato negli anni Cinquanta il terzo produttore di cronografi al mondo dopo Rolex e Omega.
Una svolta decisiva nell'identità estetica dell'azienda arriva a metà degli anni Cinquanta, quando l'architetto, designer e artista svizzero Max Bill — allievo del Bauhaus e più tardi docente alla Hochschule für Gestaltung di Ulm — inizia a collaborare con Junghans disegnando dapprima orologi da cucina e da tavolo. Nel 1961 firma il suo primo orologio da polso per il marchio: un quadrante essenziale, privo di ogni elemento superfluo, che traduce in orologeria i principi di chiarezza e funzionalità propri della lezione Bauhaus. Quel linguaggio, rimasto sostanzialmente invariato, è ancora oggi il tratto più riconoscibile del marchio.
Negli anni successivi Junghans continua a legare il proprio nome all'innovazione tecnica: è cronometrista ufficiale dei Giochi Olimpici di Monaco 1972 e, nel 1990, presenta il Mega 1, il primo orologio da polso al mondo con ricezione del segnale radio per l'ora esatta. Dopo un fallimento nel 2008, l'azienda viene rilevata dall'imprenditore Hans-Jochem Stein e prosegue la propria attività a Schramberg su scala più contenuta rispetto al passato, ma mantenendo intatta l'identità di marchio storico del design orologiero tedesco.
