Meister
Storia della linea
Il nome "Meister" (in tedesco, letteralmente "maestro") nasce nel 1936 come sigillo di qualità che Junghans riserva ai propri orologi da polso di fascia più alta, in un periodo in cui l'azienda è già una delle maggiori realtà orologiere al mondo e sta consolidando la propria reputazione anche nella produzione di cronometri di precisione. La linea attraversa la sua fase di maggiore affermazione tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta, diventando il riferimento per gli orologi meccanici più curati del catalogo Junghans.
A differenza della linea Max Bill, nata da un singolo progetto di design rimasto sostanzialmente immutato, Meister è fin dall'origine una collezione più ampia ed eterogenea, capace di accogliere nel tempo linguaggi diversi: dai modelli a tre lancette di impostazione classica ai cronografi, fino a esecuzioni con influenze aeronautiche o automobilistiche. Il filo conduttore resta un'eleganza sobria, coerente con il gusto tedesco per la leggibilità e la misura, mai eccessiva nei materiali o nelle decorazioni.
Nella sua declinazione contemporanea, rilanciata a partire dagli anni Duemila, Meister convive nel catalogo Junghans accanto a Max Bill e a Form come una delle collezioni portanti del marchio: rappresenta oggi l'anima più classica e "vestibile" dell'offerta, contrapposta al rigore quasi radicale del design Bauhaus e all'impronta più contemporanea della linea Form.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il termine "Meister" era già in uso in Germania come marchio di garanzia artigianale ben prima di essere adottato da Junghans: applicandolo ai propri orologi da polso nel 1936, l'azienda intendeva segnalare al pubblico che quei modelli erano il vertice qualitativo di una produzione che, all'epoca, contava già milioni di pezzi l'anno.
