Mathey-Tissot
Storia del marchio
Mathey-Tissot nasce nel 1886 a Les Ponts-de-Martel, sulle montagne del Giura svizzero, per iniziativa di Charles-Edmond Mathey-Henry, detto Edmond Mathey-Tissot, che specializza fin da subito la manifattura nella produzione di orologi da tasca a ripetizione minuti e cronografi di alta precisione. Il marchio si costruisce presto una reputazione internazionale: nel 1914 sei suoi cronometri ottengono la classificazione "Class A" al concorso dell'Osservatorio di Kew e l'azienda riceve il Gran Premio all'Esposizione Nazionale Svizzera di Berna. Nei decenni successivi diventa fornitore di cronografi per l'esercito statunitense — il generale Pershing ne regalò diversi esemplari al proprio stato maggiore durante la Prima guerra mondiale — e per la Royal Navy britannica durante la Seconda.
La storia proprietaria del marchio è stata tutt'altro che lineare. Alla morte del fondatore, nel 1929, la guida passa prima alla moglie Emma e poi, dal 1933, ai due figli Jean-Edmond e Charles-Etienne. Nel 1968 l'azienda viene rilevata dall'imprenditore americano Jules Elefant, la cui famiglia la gestisce fino agli anni '90; è in questo periodo, tra gli anni '60 e '70, che Elvis Presley acquista diversi esemplari di Mathey-Tissot automatici personalizzati per il proprio entourage. Attraversata una fase di flessione commerciale in cui il marchio si concentra su orologi di ispirazione ad altre grandi maison, nel 1994 Alberto Frigerio Bonvicino ne assume la direzione generale, trasferendo la produzione a Friburgo; nel 2013 Frigerio ne diventa proprietario, riportando la sede a Ginevra e avviando un percorso di rilancio.
Oggi Mathey-Tissot combina un catalogo molto ampio, distribuito soprattutto attraverso canali di vendita accessibili come il televendite americano QVC e rivenditori online (Ashford, Amazon, Jomashop), con un ritorno mirato alle proprie radici storiche: la manifattura fu infatti tra i primi fornitori del leggendario cronografo da aviazione Type XX per l'esercito francese negli anni '50-'60 — realizzandone anche alcuni esemplari per conto di Breguet — e da qualche anno rilancia quell'eredità con collaborazioni verso il mondo indipendente (come l'americano Massena LAB) e riedizioni fedeli ai modelli originali.
