Storia del modello
Il Multifort debutta nel 1934, in piena Grande Depressione, come risposta di Mido a un mercato che richiedeva orologi solidi e affidabili più che oggetti di puro prestigio. Il nome stesso, "molto forte", riassume il progetto: un orologio automatico, antimagnetico, antiurto e impermeabile allo stesso tempo, una combinazione di caratteristiche rara per l'epoca e che farà del Multifort uno dei modelli più venduti di Mido tra gli anni Trenta e Cinquanta.
Il marchio racconta di essersi ispirato, per l'audacia strutturale del progetto, al Sydney Harbour Bridge, inaugurato proprio nel 1932: un riferimento che anticipa di decenni il tema dell'ispirazione architettonica poi diventato ufficialmente centrale nell'identità di Mido. Un'eco di questo legame si ritrova ancora oggi nelle strisce di Ginevra che decorano il movimento, il cui disegno geometrico richiama volutamente le travature di un ponte.
Le versioni contemporanee del Multifort mantengono l'impostazione robusta e versatile delle origini, ma la affidano a calibri automatici Calibro 80 o Powermatic 80 con 80 ore di riserva di carica, arricchiti in alcune esecuzioni da un bilanciere al silicio per una maggiore precisione e da complicazioni come GMT e cronografo. Resta invariato l'argomento con cui Mido presenta la linea: uno strumento pensato per l'uso quotidiano, prima che un orologio da vetrina.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il disegno delle strisce di Ginevra sul movimento del Multifort è pensato per ricordare la trama delle travature di un ponte: un dettaglio discreto, visibile solo aprendo il fondo cassa, che lega la finitura del calibro all'ispirazione architettonica dichiarata fin dal 1934.
