Pythagore
Storia della linea
Il Pythagore nasce nel 1943 dall'intuizione dell'orologiaio André Frey, che disegna il calibro manuale 10-48 disponendo ruote, ponti e organi regolatori secondo la sezione aurea, il rapporto di proporzione 1,618 già caro all'architettura e alla pittura classiche. Non si tratta di una scelta funzionale ma puramente estetica: un movimento pensato per essere osservato attraverso un fondello trasparente, in un'epoca in cui la maggior parte degli orologi da vestire nascondeva la meccanica dietro casse chiuse.
Il nome, un evidente omaggio al matematico e filosofo greco Pitagora, accompagna da allora una delle famiglie di calibri più citate quando si parla di finitura e composizione estetica dei movimenti meccanici. Nel corso dei decenni Minerva ha proposto diverse esecuzioni del Pythagore, in oro o in acciaio, mantenendo sempre la caratteristica disposizione geometrica del movimento come elemento distintivo della linea.
A differenza dei cronografi che hanno reso celebre il nome Minerva nel Novecento, il Pythagore rappresenta il lato più classico e contemplativo della manifattura di Villeret: un orologio da vestire pensato per collezionisti e appassionati di alta orologeria, tuttora ricordato e ricercato come una delle espressioni più pure dell'estetica orologiera indipendente prima dell'ingresso di Minerva in Richemont.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il calibro Pythagore è tra i movimenti meccanici più spesso citati come esempio di "architettura orologiera": la disposizione dei suoi organi non risponde ad alcuna necessità tecnica, ma a un puro criterio compositivo ispirato alla geometria classica, reso visibile e apprezzabile solo grazie al fondello trasparente della cassa.
