Star Legacy
Storia della linea
La Star Legacy affonda le radici nella collezione Star, lanciata nel 1997 in occasione dell'ingresso di Montblanc nel mondo dell'orologeria: fu la prima famiglia di segnatempo a portare il nome del marchio sul quadrante, pensata per unire l'eleganza classica dell'orologio da uomo alla cultura della scrittura che da sempre contraddistingue la maison. Nel tempo la linea è stata riorganizzata e rilanciata come Star Legacy, con l'obiettivo dichiarato di rendere più esplicito il legame con l'eredità orologiera accumulata dal marchio, in particolare dopo l'ingresso di Minerva nel gruppo.
Il richiamo storico più citato dalla maison per questa collezione è quello di Nicolas Rieussec, l'inventore parigino che nel 1821 realizzò per l'ippodromo del Champs-de-Mars un dispositivo capace di annotare con inchiostro il tempo di arrivo di ogni cavallo: un cronografo a inchiostro considerato tra i primi della storia. Il nome di Rieussec è tornato più volte sui quadranti Montblanc, con cronografi che ne omaggiano il principio di funzionamento attraverso contatori a disco rotante anziché lancette tradizionali.
Sul piano estetico, la Star Legacy riprende l'emblema della stella a sei punte depositato nel 1913, reinterpretandolo su corona, lancette e, in alcune esecuzioni, sul quadrante stesso; un motivo "sfumato" (una sfumatura di colore che dal centro si distende verso i bordi) ricorre su quadranti e cinturini, mentre il cinturino in pelle di vitello richiama nelle forme il profilo di un pennino stilografico — un dettaglio di design curato negli anni più recenti dal direttore artistico Marco Tomasetta. La gamma attuale comprende esecuzioni automatiche a tre lancette, con giorno e data, calendario completo con fasi lunari e cronografi Nicolas Rieussec, rendendo la Star Legacy la collezione più ampia e trasversale del catalogo Montblanc.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Nel cronografo Nicolas Rieussec, la funzione dei minuti/secondi non viene letta con lancette che ruotano su un quadrante fisso, ma con un piccolo disco che gira sotto un indice fermo — lo stesso principio, capovolto in chiave orologiera, del dispositivo a inchiostro che Rieussec ideò due secoli fa per cronometrare le corse dei cavalli.
