Mühle Glashütte
Storia del marchio
La storia di Mühle Glashütte comincia il 22 aprile 1869, quando Robert Mühle apre a Glashütte, nei Monti Metalliferi sassoni, un'officina di meccanica di precisione. L'attività non nasce come manifattura orologiera in senso proprio, ma come fornitore delle manifatture e della scuola di orologeria locali: Robert Mühle costruisce strumenti di misura ad altissima precisione — tra cui tachimetri e contagiri — indispensabili per calibrare le macchine utensili con cui gli orologiai di Glashütte lavoravano secondo il sistema metrico, distinto dagli standard in uso nella vicina Svizzera. Per queste innovazioni riceve nel 1896 la medaglia d'oro della città di Dresda. Dal 1905, con l'ingresso dei figli Paul, Max e Alfred, l'azienda diventa "R. Mühle & Sohn" e amplia il proprio raggio d'azione alla strumentazione automobilistica, fornendo tachimetri e contagiri a marchi come Horch, DKW, BMW e Maybach: un know-how sulla misura del movimento che, decenni più tardi, si rivelerà una premessa naturale per la futura produzione orologiera.
La Seconda guerra mondiale e l'occupazione sovietica interrompono bruscamente questa continuità: l'azienda viene espropriata e i suoi macchinari smontati. Nel dicembre 1945 Hans Mühle, nipote del fondatore, ricostituisce l'attività come "Ing. Hans Mühle", tornando a produrre componenti di precisione per strumenti di misura. Il sollievo dura poco: nel 1972 una seconda nazionalizzazione trasforma l'impresa nella statale "VEB Feinmechanik Glashütte", con Hans-Jürgen Mühle — pronipote del fondatore — come direttore di stabilimento; nel 1980 la società viene assorbita nel grande conglomerato statale VEB Glashütter Uhrenbetriebe (GUB), lo stesso che riuniva sotto un'unica sigla l'intera tradizione orologiera cittadina nata nel 1845 con Ferdinand Adolph Lange.
Con la riunificazione tedesca del 1990, Hans-Jürgen Mühle partecipa alla trasformazione della GUB in un'azienda di economia di mercato, prima di lasciarla per riprendere in mano il nome di famiglia. Il 1° aprile 1994 fonda la Mühle-Glashütte GmbH, inizialmente dedicata a strumenti nautici e cronometri marini — una produzione che la GUB, ormai orientata all'orologeria da polso, aveva abbandonato. È la richiesta dei cantieri navali e degli armatori a spingere l'azienda, dal 1996, verso il proprio primo passo nell'orologeria da polso, con la "Herren-Sporttaucher-Uhr" e la "Marinefliegeruhr-I": orologi pensati fin dall'origine per un uso professionale in mare, in continuità diretta con la vocazione strumentale della casa.
Il salto tecnico più identificativo del marchio arriva nel 2003, con la messa a punto del regolatore a "becco di picchio" (Woodpecker Neck Regulator), sviluppato per superare i limiti del tradizionale regolatore a coda di rondine (swan neck) della tradizione di Glashütte. Il meccanismo, brevettato dall'azienda, consente una regolazione fine e ripetibile dell'ampiezza del bilanciere pur restando molto più resistente agli urti rispetto alla coda di rondine classica, grazie a una struttura elastica che assomiglia, appunto, al movimento del becco di un picchio. Diventato negli anni un elemento di riconoscibilità visibile a fondello aperto su gran parte dei calibri Mühle, il Woodpecker Regulator resta oggi il contributo tecnico più citato del marchio nella storia dell'orologeria di Glashütte.
La quinta generazione della famiglia, Thilo Mühle (1968), entra in azienda nel 2000 e ne diventa amministratore unico nel 2007, guidandola attraverso la crisi finanziaria globale e lo sviluppo di calibri manifattura proprietari, tra cui gli automatici MU 9408 e MU 9411. Dal 2018 e dal 2021 sono entrati in azienda anche Dustin e Fanny Mühle, sesta generazione della famiglia, assumendo ruoli di responsabilità in produzione dal 2024. Oggi Mühle-Glashütte conta circa 65 dipendenti e rivendica un primato particolare: è l'unica manifattura di Glashütte ancora di proprietà di una famiglia originaria della città, accanto — ma con una storia industriale distinta — ai marchi A. Lange & Söhne e Glashütte Original, gli altri due grandi nomi che rappresentano oggi la tradizione orologiera sassone.
