Storia del modello
Lo Strela — "freccia" in russo — nasce nel 1965 come cronografo manuale a ruota a colonna, montando il calibro 3017: un movimento sovietico derivato dai calibri svizzeri Venus 150 e 152, da 19-21 rubini e 18.000 alternanze/ora, con due contatori disposti su un quadrante da circa 45 minuti. È proprio uno Strela, indossato dal cosmonauta Alexei Leonov, ad accompagnare il 18 marzo 1965 la missione Voskhod 2 e la prima passeggiata spaziale della storia umana, un episodio che da solo basterebbe a consegnare il modello alla leggenda dell'orologeria sovietica.
Nei decenni successivi la produzione dello Strela passa progressivamente al calibro 3133, il cronografo manuale sviluppato da Poljot negli anni '70 adattando elementi dei calibri Venus e Valjoux 7734: un movimento più moderno, a 21.600 alternanze/ora, che diventa lo standard dei cronografi sovietici per l'aviazione militare e il programma spaziale. Il disegno del quadrante resta coerente con l'impostazione originale — sobrio, leggibile, con scala tachimetrica sulla lunetta — mantenendo un legame visivo diretto con l'esemplare del 1965.
Dopo il fallimento della storica fabbrica moscovita nel 2004, il marchio Strela e parte della produzione del calibro 3133 passano alla società MakTime; con il tempo l'attività si sposta in parte in Germania, dove realtà come Strela-Watch continuano a proporre cronografi di ispirazione russa che riprendono direttamente l'eredità estetica e tecnica del modello originale. Oggi lo Strela resta uno dei nomi più ricercati dai collezionisti di orologeria sovietica, spesso citato insieme al calibro 3133 come sinonimo stesso della tradizione cronografica di Poljot.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il nome "Strela" significa letteralmente "freccia" in russo. L'orologio indossato da Alexei Leonov il 18 marzo 1965 durante la missione Voskhod 2 resta uno dei pezzi più citati nella storia dell'orologeria legata all'esplorazione spaziale, al pari degli Sturmanskie di Gagarin — con la differenza che quest'ultimo marchio ha poi seguito una strada societaria del tutto separata da Poljot.
