Poljot
Storia del marchio
La storia di Poljot comincia nel 1930, quando l'Unione Sovietica decide di dotarsi di una propria industria orologiera acquistando macchinari e know-how dalla statunitense Dueber-Hampden Watch Company di Canton, Ohio, appena fallita, insieme a impianti della Ansonia Clock Company di Brooklyn. Ventotto vagoni ferroviari di attrezzature vengono trasferiti a Mosca per avviare quello che diventa il Primo Orologificio Statale, poi ribattezzato Prima Fabbrica di Orologi di Mosca dopo l'evacuazione bellica a Zlatoust e il successivo rientro nella capitale. Da questa fabbrica escono nel tempo i marchi Kirovskie e, dal 1947, Pobeda; nel 1961 lo stesso stabilimento produce anche gli Sturmanskie, gli orologi indossati da Yuri Gagarin durante il primo volo spaziale della storia — un marchio che, va precisato, ha poi seguito una strada societaria distinta e separata rispetto a Poljot.
Il nome "Poljot" — che in russo significa "volo" — viene adottato nel 1964 in onore proprio dell'impresa di Gagarin, e diventa il marchio con cui la fabbrica moscovita si presenta al mondo per i successivi quattro decenni. Nel 1965 nasce il cronografo Strela, indossato dal cosmonauta Alexei Leonov durante la prima passeggiata spaziale della storia; negli anni '70 l'azienda sviluppa poi il calibro manuale 3133, adattando componenti ed elementi progettuali dei calibri svizzeri Venus 150/188 e Valjoux 7734 pur senza limitarsi a una semplice copia. Diventato ampiamente disponibile dal 1983, il 3133 si afferma come il cronografo manuale standard per i piloti militari sovietici e per il programma spaziale, e resta ancora oggi il calibro più identificativo del marchio.
La fine dell'Unione Sovietica porta con sé anni di difficoltà economiche crescenti, fino al fallimento della storica fabbrica nel 2004. Da quel momento il nome e l'eredità di Poljot si frammentano tra soggetti diversi: la produzione del calibro 3133 e del marchio Strela passa a MakTime, mentre un gruppo di ex dipendenti costituisce Volmax, che acquisisce la Prima Fabbrica di Orologi di Mosca insieme ai marchi Sturmanskie, Buran e Aviator, portando parte della produzione fuori dalla Russia (tra Germania e Svizzera) e allontanando in alcuni casi il linguaggio estetico dei prodotti dalle origini sovietiche. Si tratta di una vicenda societaria complessa e non sempre ricostruibile con precisione nelle fonti disponibili, che continua a generare confusione — e in certi casi controversie — su chi possa oggi legittimamente rivendicare il nome Poljot.
