Storia del modello
Il nome Seastar viene registrato come marchio da Tissot nel 1952, al termine di una serie di esperimenti sull'impermeabilità che l'azienda conduce già dagli anni '30 e '40 con modelli come "Camping" (1938) e "Aquasport" (1939). La linea nasce con un obiettivo preciso: offrire un orologio sportivo e da immersione robusto, con casse in acciaio inossidabile, vetri descritti come "unbreakable" per l'epoca e resistenza sia agli urti sia ai campi magnetici, pensato per un pubblico di sportivi, nuotatori e alpinisti.
Tra i riferimenti storici più citati della linea figura il Seastar T12 del 1956, impermeabile fino a 120 metri: alcune fonti di settore lo associano al comandante Jacques-Yves Cousteau e all'alpinista Nawang Gombu, che lo avrebbe indossato durante la sua ascesa all'Everest del 1963 — aneddoti diffusi tra gli appassionati e ripresi da diversi articoli, ma non confermati da documentazione ufficiale diretta del marchio, motivo per cui li riportiamo con la cautela che merita ogni fonte non verificabile in prima persona. Seguono, nei decenni successivi, il Seastar Seven con una cassa monoblocco più sottile brevettata nel 1963, il Seastar Automatic del 1973 e il Seastar Quartz del 1978, che porta la tecnologia al quarzo sulla linea.
A partire dai primi anni 2000 la linea si evolve nel Seastar 1000 Automatic (dal 2003), proposto oggi anche in versione Powermatic 80: un orologio da immersione con un'impostazione più marcatamente sportiva rispetto ai modelli delle origini, ma che resta una delle collezioni "core" del catalogo Tissot attuale — a testimonianza della lunga continuità di un nome che accompagna il marchio, sotto forme diverse, dal 1952.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Diversi articoli di settore raccontano che il Seastar T12 del 1956 sarebbe stato indossato dal comandante Jacques-Yves Cousteau e dall'alpinista Nawang Gombu durante la spedizione sull'Everest del 1963: aneddoti ricorrenti nella comunità degli appassionati di orologi vintage, che però non risultano confermati da fonti dirette del marchio e vanno quindi considerati con la dovuta cautela.
