Storia della linea
L'Airmaster debutta nel 1969, l'anno dell'allunaggio dell'Apollo 11, un momento in cui l'immaginario aeronautico e spaziale permea il linguaggio di molti orologi sportivi dell'epoca. Titoni lo presenta come un orologio da uomo in acciaio dal carattere sportivo-elegante, animato da un calibro automatico ETA 2452 con datario.
Il quadrante della prima versione si distingue per una finitura grigio perlato, indici applicati e lucidati e una ghiera dei minuti con punti luminescenti ogni cinque minuti; sul fondello compare il fiore di prugno, l'emblema che Titoni aveva adottato negli anni '50 e che identifica ancora oggi la manifattura di Grenchen.
Nei decenni successivi l'Airmaster non cambia sostanzialmente linguaggio estetico — numeri romani applicati, quadrante sun-brushed, proporzioni misurate — e proprio per questa continuità diventa il modello più venduto nella storia del marchio, con vendite complessive stimate nell'ordine dei milioni di pezzi in oltre cinquant'anni. Le versioni attuali sono proposte in acciaio o oro, con quadranti neri, argentati o bianchi, calendario semplice o giorno-data, animate dai calibri automatici Sellita SW200-1 e SW240.
Caratteristiche
Esecuzioni principali
Titoni descrive l'Airmaster come il proprio modello più venduto di sempre, con volumi stimati nell'ordine dei milioni di esemplari in oltre cinquant'anni di produzione quasi ininterrotta: un caso raro di orologio che, dal debutto del 1969, ha cambiato pochissimo il proprio linguaggio estetico.
