Black Bay
Storia della linea
Il Black Bay debutta a Baselworld nel 2012 con il riferimento 79220R, passato alla storia come "Heritage Black Bay" nella sua variante con lunetta bordeaux. Non si tratta della riedizione di un singolo orologio vintage, ma di una sintesi voluta di elementi presi da tre referenze storiche distinte dei sommergibili Oyster Prince Submariner: la forma di cassa della 7922 (il primo Submariner Tudor, 1954), la corona grande della "Big Crown" 7924 (1958) e le lancette "a fiocco di neve" della 7016 (1969). Cassa da 41 mm, quadrante dorato, nessuna finestrella data — una scelta volutamente "pura" sul piano estetico, in controtendenza rispetto alla gran parte dei diver contemporanei.
Le prime evoluzioni arrivano rapidamente: la variante blu 79220B nel 2014, e nel 2015 una rara versione con lunetta nera e triangolo rosso (79220N), prodotta per soli sei mesi circa. Il 2016 è l'anno della svolta industriale, con il passaggio al calibro di manifattura MT5602 (70 ore di autonomia) e l'arrivo di una cassa da 43 mm in bronzo (79250BM) con quadrante marrone che si patina con l'uso. Seguono il Black Bay Steel (79730, 2017), con lunetta in acciaio e data, e nel 2018 il Black Bay GMT "Pepsi" (79830RB), primo Tudor con funzione GMT.
Sempre nel 2018 arriva il Black Bay Fifty-Eight (BB58), cassa da 39 mm più fedele alle proporzioni dell'Oyster Prince Submariner del 1958 e movimento MT5402: diventa rapidamente uno dei modelli più amati della gamma per chi cerca dimensioni più contenute. Gli anni successivi portano versioni in ceramica certificate Master Chronometer (2021), edizioni in metalli preziosi del BB58 (bronzo, argento 925, oro 18 carati) e il Black Bay 54 da 37 mm (2023), omaggio diretto al primissimo Oyster Prince Submariner del 1954. Oggi il Black Bay è la famiglia più ampia e più identitaria del catalogo Tudor.
Caratteristiche tecniche
Referenze celebri
Il Black Bay del 2012 non riprende un singolo orologio d'epoca, ma mescola liberamente elementi di tre referenze diverse: proprio per questo i designer hanno avuto piena libertà nella scelta dei colori, come il bordeaux della prima lunetta, che non ha in realtà alcun precedente diretto sui sommergibili Tudor degli anni '50-'60.
