Arsenale
Storia della collezione
Arsenale è la collezione con cui, tra il 2022 e il 2024, Venezianico entra nel segmento degli orologi sportivi con bracciale integrato, uno dei territori più affollati e discussi dell'orologeria contemporanea. Il nome rende omaggio all'Arsenale di Venezia, lo storico cantiere navale della Serenissima che per secoli fu il cuore della potenza marittima della città: un complesso che, con la sua organizzazione proto-industriale basata su lavorazione in serie e divisione dei compiti, anticipò di fatto princìpi che sarebbero diventati centrali solo con la Rivoluzione industriale, secoli più tardi. Al suo interno si forgiavano cannoni, ancore e tutto l'occorrente per costruire ed equipaggiare le navi della flotta veneziana.
È proprio a questa capacità di innovare partendo da una tradizione manifatturiera antica che Venezianico si ispira nel disegnare l'Arsenale: una cassa sottile, appena 8,95 millimetri di spessore, abbinata a un bracciale integrato dalle finiture alternate satinate e lucide, per un risultato che il marchio descrive come punto d'incontro fra eredità storica ed estetica contemporanea. A differenza di altre collezioni Venezianico, l'Arsenale nasce con movimenti meccanici a carica manuale, una scelta che privilegia l'essenzialità della cassa sottile rispetto alla comodità della carica automatica.
Nel tempo la gamma si è arricchita di nuove varianti nei diametri da 37 e 40 millimetri, con materiali che spaziano dall'acciaio al bronzo fino al platino, e di declinazioni con quadrante in meteorite o pietre come l'avventurina, oltre a un modello con calendario. Pur essendo una delle collezioni più giovani del catalogo, l'Arsenale si è rapidamente affermata come una delle proposte più apprezzate di Venezianico nel panorama degli sportivi con bracciale integrato a prezzo accessibile.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il 20 luglio 1574, davanti agli occhi stupiti del re di Francia Enrico III in visita a Venezia, le maestranze dell'Arsenale assemblarono un'intera galea — completa di cordami, vele, remi e armamento — in un solo giorno, dimostrazione plastica dell'organizzazione produttiva del cantiere. Non stupisce che l'Arsenale avesse già colpito l'immaginazione di Dante Alighieri due secoli e mezzo prima: nel canto XXI dell'Inferno il poeta paragona la pece bollente in cui sono immersi i dannati barattieri proprio a quella che ribolliva nell'"Arzanà de' Viniziani" per calafatare gli scafi delle navi.
