Redentore
Storia della collezione
Se la Nereide rappresenta l'anima sportiva e subacquea con cui Venezianico si è fatta conoscere, la Redentore ne incarna il lato opposto e complementare: quello vestito ed elegante. Il nome e l'estetica della collezione sono un omaggio dichiarato alla Basilica del Redentore, la chiesa che Andrea Palladio — padre riconosciuto dello stile neoclassico — progettò a Venezia sull'isola della Giudecca alla fine del Cinquecento. Come racconta lo stesso marchio, il design dell'orologio nasce dal tentativo di tradurre in un quadrante e in una cassa "l'armonia di forme e proporzioni" che caratterizza l'architettura palladiana, in una linea che il marchio definisce a metà tra il classico e il contemporaneo.
Nel tempo la Redentore è diventata una delle collezioni più ampie e sperimentate del catalogo Venezianico, declinata in casse da 36 e 40 millimetri e in numerose varianti di quadrante: dalle finiture in avventurina alle versioni interamente nere Ultrablack, fino a edizioni più ricercate con cassa in bronzo o con l'aggiunta di diamanti. Proprio su questa linea il marchio ha scelto di innestare le proprie sperimentazioni più ambiziose, comprese complicazioni meno comuni come il primo regolatore della sua storia, la Redentore Enigma.
Il capitolo più recente della collezione è anche il più importante per l'intera manifattura: nel 2025 debutta la Redentore Utopia, il primo modello Venezianico equipaggiato con il V5000, calibro meccanico interamente progettato e prodotto in Italia insieme alla manifattura OISA. Un traguardo che consacra la Redentore come vetrina delle ambizioni più alte del marchio, senza però perdere il legame originario con l'eleganza sobria della basilica veneziana da cui prende il nome.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
La Basilica del Redentore da cui prende nome la collezione fu voluta dalla Repubblica di Venezia come voto per la fine della terribile epidemia di peste del 1575-1577: da allora, ogni terza domenica di luglio, la città celebra la Festa del Redentore con un ponte di barche che collega le rive della Giudecca alla basilica, in una delle tradizioni più sentite del calendario veneziano.
