G-Shock
Storia del marchio
G-Shock nasce come progetto interno a Casio ma cresce fino a diventare, nei decenni successivi, un marchio con un'identità propria e riconoscibile, distinta dal resto della produzione orologiera dell'azienda madre: dalla fine degli anni Novanta Casio gli dedica siti, negozi monomarca e campagne autonome, trattandolo di fatto come un brand a parte pur restando di proprietà Casio. L'origine risale al lavoro dell'ingegnere e designer Kikuo Ibe, che nel 1981 forma all'interno di Casio un piccolo gruppo informalmente chiamato "Project Team Tough" con l'obiettivo di realizzare un orologio in grado di sopravvivere a cadute e urti che avrebbero distrutto qualsiasi segnatempo dell'epoca.
L'idea nasce da un episodio personale: da ragazzo Ibe aveva ricevuto in regalo un orologio dal padre e lo aveva distrutto lasciandolo cadere per strada. Il rammarico per quell'episodio lo spinse, anni dopo, a porsi una domanda semplice quanto ambiziosa: perché un orologio deve essere fragile? Per due anni il team testò centinaia di soluzioni, arrivando a lanciare oltre 200 prototipi dalla finestra del bagno degli uffici Casio, al secondo piano, per verificarne la resistenza. La svolta arrivò osservando un bambino giocare con una palla di gomma in un parco: da quell'immagine nacque l'idea di un modulo "sospeso" all'interno della cassa, protetto da strati di materiale ammortizzante invece che irrigidito, esattamente come il centro elastico di una palla.
Il risultato, il DW-5000C del 1983, diede il via a una linea che negli anni si è moltiplicata in decine di famiglie diverse — dai modelli da immersione ai cronometri per l'alta quota, dalle versioni in metallo prezioso alle collaborazioni con marchi di moda e streetwear — restando fedele a un unico principio fondativo: la resistenza assoluta come tratto identitario, prima ancora che estetico.
