Girard-Perregaux
Storia del marchio
Girard-Perregaux rivendica il 1791 come anno di fondazione, il che la colloca tra le manifatture orologiere svizzere ininterrottamente attive più antiche in assoluto: è l'anno in cui il ginevrino Jean-François Bautte firma i suoi primi orologi e avvia una manifattura che riunisce sotto lo stesso tetto tutti i mestieri necessari alla produzione — una scelta insolita per l'epoca, quando il lavoro era di norma disperso tra artigiani indipendenti (i cosiddetti établisseurs). Il nome che conosciamo oggi nasce però più tardi e altrove: nel 1852 l'orologiaio Constant Girard fonda a La Chaux-de-Fonds la Girard & Cie, e nel 1854 sposa Marie Perregaux, figlia di un'altra famiglia di orologiai della regione. Dall'unione dei due nomi e dei due patrimoni professionali nasce, a metà degli anni 1850, la manifattura Girard-Perregaux. Le due storie — quella ginevrina di Bautte e quella di La Chaux-de-Fonds di Girard — confluiscono definitivamente nel 1906, quando Constant Girard-Gallet acquisisce la maison Bautte e la incorpora nella Girard-Perregaux & Cie, dando così continuità storica alla data di fondazione oggi rivendicata dal marchio.
Il contributo più celebre di Constant Girard alla storia dell'orologeria risale però agli anni 1860, quando sviluppa un'architettura di tourbillon del tutto originale: anziché nascondere il meccanismo sotto un unico ponte, allinea bariletto, treno del tempo e gabbia del tourbillon sotto tre ponti paralleli a punta di freccia, in oro. La soluzione, presentata all'Osservatorio di Neuchâtel e in Esposizioni internazionali, ottiene risultati cronometrici da record per l'epoca e viene brevettata negli Stati Uniti nel 1884. Il momento di massima consacrazione arriva nel 1889, quando un orologio da tasca costruito secondo questa architettura — poi ribattezzato "La Esmeralda" dal nome della boutique che lo espone a Parigi e a Città del Messico — vince la medaglia d'oro all'Esposizione Universale di Parigi, la stessa manifestazione che vede l'inaugurazione della Torre Eiffel. Secondo la tradizione tramandata dalla Manifattura, l'esemplare originale sarebbe appartenuto al generale Porfirio Díaz, allora presidente del Messico, prima di essere riacquistato dalla Casa per la propria collezione storica. Il disegno dei tre ponti d'oro, tanto tecnico quanto scenografico, diventa da allora la firma visiva della manifattura al punto da essere ripreso, in forma stilizzata, nel logo stesso di Girard-Perregaux: pochi marchi orologieri al mondo possono dire che il proprio simbolo grafico sia, letteralmente, un componente meccanico brevettato. La produzione dell'architettura a tre ponti si interrompe nel 1911, alla morte di Constant Girard, per essere ripresa solo settant'anni dopo, nel 1980-1981, con una serie di venti esemplari da tasca fedeli al disegno originale; nel 1991, per il bicentenario della Manifattura, arriva la prima versione da polso, seguita nel 2016 da una nuova Esmeralda per il 225° anniversario.
Nel corso del Novecento la Manifattura continua a distinguersi per l'innovazione tecnica più che per la sola eredità storica. Negli anni 1950 l'ingegnere Jean-Pierre Graef sviluppa i calibri automatici della famiglia Gyromatic; nel 1965-66 Girard-Perregaux presenta quello che viene descritto come il primo movimento meccanico ad alta frequenza della storia, con bilanciere a 36.000 alternanze/ora, premiato l'anno successivo dall'Osservatorio di Neuchâtel in occasione del proprio centenario. Pochi anni dopo la Casa gioca un ruolo pionieristico anche nella rivoluzione al quarzo: nel 1970 presenta un primo prototipo da polso e nel 1971 adotta una frequenza di oscillazione di 32.768 Hz che diventerà, nel giro di pochi anni, lo standard mondiale dell'intera industria orologiera al quarzo, svizzera e non. Sul piano societario, Girard-Perregaux entra a fine anni 1980 nel gruppo Sowind, rilanciato a partire dal 1992 dall'imprenditore italiano Luigi Macaluso; nel 2011 Sowind diventa controllata del gruppo francese del lusso Kering, che nel 2022 cede la propria quota tramite un management buyout che riporta la manifattura sotto una guida indipendente, oggi affidata all'amministratore delegato Patrick Pruniaux. La sede è rimasta, per oltre due secoli, a La Chaux-de-Fonds, nell'Arco Giurassiano, cuore storico dell'orologeria svizzera.
