Tutima
Storia del marchio
Tutima nasce a Glashütte, in Saxony, nel 1927, quando il Dr. Ernst Kurtz riunisce sotto un unico progetto industriale la Uhren-Rohwerke-Fabrik Glashütte AG (UROFA), produttrice di movimenti, e la Uhrenfabrik Glashütte AG (UFAG), che li assembla in orologi finiti. Il nome "Tutima", dal latino "tutus" (sicuro, protetto), viene riservato ai modelli di punta della produzione: già in questi anni Kurtz intuisce che il futuro dell'orologeria non sono più le tasche, ma i polsi.
Nel 1941 UROFA sviluppa il calibro 59, alla base di quello che è considerato il primo cronografo flyback a due pulsanti di produzione tedesca: equipaggia i cronografi da pilota Tutima in dotazione alla Luftwaffe, di cui vengono realizzati circa 30.000 esemplari tra il 1941 e il 1945. Nel maggio 1945, poche ore prima della fine della guerra, un bombardamento distrugge gli stabilimenti di Glashütte e, con il successivo smantellamento sovietico dei macchinari, si perdono anche i disegni originali del calibro 59. Kurtz sposta la produzione a Ganderkesee, vicino a Brema, dove il marchio sopravvive tra difficoltà finanziarie e cambi di proprietà, fino a quando, nel 1960, Dieter Delecate ne rileva i diritti e la riorganizza come Tutima Uhren GmbH.
Nel 1984 Tutima sviluppa, sulla base del calibro automatico svizzero Lemania 5100, il cronografo militare adottato come equipaggiamento standard dei piloti della Luftwaffe e, più in generale, della NATO: un orologio da polso via via aggiornato che rimane in servizio ancora oggi. Nel 2011, dopo l'acquisto di un edificio storico nella stazione ferroviaria di Glashütte, il marchio riporta la produzione nella città che gli ha dato origine, sviluppando movimenti propri come il calibro 521 e, nel 2017, il calibro T659 del Tempostopp. Le collezioni attuali — tra cui Flieger, Grand Flieger, M2, Patria e Saxon One — convivono così tra eredità aeronautico-militare e ambizioni di manifattura.
