Urwerk
Storia del marchio
Urwerk nasce dall'incontro tra due percorsi molto diversi: quello di Felix Baumgartner, orologiaio nato a Sciaffusa in una famiglia di restauratori e diplomato alla scuola di orologeria di Soletta, e quello di Martin Frei, designer grafico nato a Winterthur e formatosi alla Hochschule für Gestaltung und Kunst di Lucerna. I due si conoscono a una festa tra studenti nel dicembre 1995 e, insieme al co-fondatore Thomas Baumgartner, danno vita al progetto che nel 1997 diventa ufficialmente Urwerk. Il nome unisce "Ur", dall'antica città mesopotamica di Ur — tra i primi luoghi in cui l'uomo misurò il tempo — e "Werk", "opera" o "meccanismo" in tedesco.
Il debutto avviene al Baselworld del 1997 con gli UR-101 e UR-102, che riprendono e reinterpretano meccanicamente le ore vaganti (wandering hours), una complicazione nata nel Seicento per gli orologi da tasca dei Papi. Dopo sei anni di sviluppo, nel 2003 arriva l'UR-103, che introduce il display a satelliti orbitanti — tre bracci rotanti che portano le cifre delle ore in un percorso semicircolare sopra il quadrante dei minuti — e che resta per quasi un decennio il modello più riconoscibile della manifattura. Nel 2005 Urwerk collabora con Harry Winston per l'Opus 5, mentre negli anni successivi arrivano innovazioni come la carica a turbina (UR-202, 2008) e il grande orologio da tasca UR-1001 con calendario a satelliti (2011).
Oggi Urwerk resta una manifattura indipendente di dimensioni molto contenute, con sede a Ginevra, che produce ogni anno un numero limitato di esemplari numerati suddivisi in poche collezioni attive — tra cui la serie UR-Satellite, dedicata alle complicazioni orbitali, e la serie UR-Chronometry, dedicata al controllo elettronico della precisione. Felix Baumgartner continua a occuparsi della parte orologiera e tecnica, Martin Frei di quella estetica e concettuale.
