Vacheron Constantin
Storia del marchio
Vacheron Constantin viene fondata a Ginevra nel 1755 dal giovane orologiaio Jean-Marc Vacheron, che in quell'anno assume il suo primo apprendista: un atto che la manifattura considera oggi il proprio atto di nascita e che le permette di rivendicare il titolo di più antica manifattura orologiera al mondo in attività ininterrotta dalla fondazione. Si tratta di un'affermazione ampiamente ripresa dalla stampa specializzata e dalla stessa azienda, che va comunque letta con una precisazione: altri marchi storici, come Blancpain, rivendicano una data di fondazione anteriore (1735), ma con una produzione che ha conosciuto interruzioni nel corso dei secoli; il primato di Vacheron Constantin riguarda specificamente la continuità produttiva sotto lo stesso nome, senza soluzione di continuità, e non la sola data di fondazione.
L'azienda resta guidata dai discendenti di Jean-Marc Vacheron per diverse generazioni, fino a quando, nel 1819, l'imprenditore e commerciante d'orologi François Constantin entra in società con Jacques-Barthélémi Vacheron, nipote del fondatore, dando origine alla ragione sociale "Vacheron & Constantin" da cui deriva il nome attuale del marchio. È a questo periodo che si lega il motto storico della manifattura, tratto da una lettera che Constantin scrisse a Vacheron nel 1819: "Faire mieux si possible, ce qui est toujours possible" ("Fare meglio se possibile, cosa che è sempre possibile"), frase che l'azienda cita ancora oggi come sintesi della propria filosofia.
Nel 1880 la manifattura registra come proprio emblema la Croix de Malte (Croce di Malta), simbolo che diventerà il logo distintivo del marchio: secondo la tradizione aziendale il disegno si ispira alla forma di un componente meccanico — il dispositivo usato per la regolazione della "corona di caricamento" del bariletto, osservato al microscopio — la cui sagoma richiamava appunto quella di una croce maltese.
Attraversato il Novecento tra difficoltà economiche (in particolare durante la Grande Depressione) e cambi di proprietà, nel 1936 l'azienda viene rilevata dall'imprenditore ginevrino Georges Ketterer, che ne assicura la sopravvivenza e la continuità artigianale; alla sua morte la guida passa al figlio Jacques Ketterer. Alla morte di quest'ultimo, nel 1987, la maggioranza della società passa allo sceicco Ahmed Zaki Yamani, ex ministro del petrolio dell'Arabia Saudita — un passaggio di proprietà spesso confuso, in alcune sintesi imprecise, con l'ingresso nel gruppo Richemont, che avviene invece solo più tardi. È infatti nel 1996 che Vacheron Constantin viene acquisita per intero dal Vendôme Luxury Group, il polo orologiero e della gioielleria costituito dalla famiglia Rupert e che nel 1988 aveva dato origine a quella che sarebbe diventata la Compagnie Financière Richemont: da quell'anno preciso, il 1996, la manifattura ginevrina opera stabilmente all'interno del gruppo Richemont, di cui resta oggi uno dei marchi di punta nella divisione orologeria e gioielleria.
