Richard Mille
Storia del marchio
Richard Mille nasce a cinquant'anni la propria manifattura dopo una lunga carriera nell'industria orologiera e della gioielleria: nato nel 1951 a Draguignan, in Francia, ha studiato marketing a Besançon, lavorato dal 1974 presso Finhor, diretto le attività orologiere del gruppo Matra (marchi Yema e Cupillard Rième) dopo l'acquisizione di Finhor nel 1981, per poi guidare l'orologeria del gioielliere Mauboussin dal 1992. Nel 1998 presenta il proprio progetto a Dominique Guenat, titolare della manifattura Montres Valgine, conosciuto già dieci anni prima: insieme, con il coinvolgimento della manifattura di alta orologeria Audemars Piguet e del laboratorio di complicazioni Renaud et Papi per lo sviluppo dei primi calibri, fondano la società operativa Horométrie SA, registrata nell'ottobre 2001. Il primo orologio, l'RM 001 Tourbillon, debutta lo stesso anno al Baselworld con una dimostrazione plateale — l'orologio viene fatto cadere sul palco per provarne la resistenza — che consacra da subito l'identità del marchio.
Fin dal principio la filosofia dichiarata è quella di realizzare "una macchina da corsa da polso": meccanismi a vista, ponti scheletrati, cassa tonneau squadrata e un vocabolario tecnico preso in prestito dalla Formula 1, dall'aerospaziale e dall'automobilismo. Audemars Piguet acquisisce una partecipazione minoritaria nel marchio nel 2007; nel 2013 Mille e Guenat rifiutano una proposta di acquisizione del 51% da parte del gruppo Kering, mantenendo l'azienda a controllo privato, e nello stesso anno rilevano il 90% di ProArt, specialista di casse e componenti. Il gruppo Richard Mille resta oggi organizzato attorno a più società — Horométrie (distribuzione), Guenat SA Montres Valgine (progettazione e assemblaggio) e ProArt (componenti) — con sede principale a Les Breuleux, nel Giura svizzero.
La produzione resta volutamente contenuta e la clientela seguita in modo diretto: secondo i dati diffusi dal marchio, tra il 2001 e il 2017 sono stati venduti circa 32.000 orologi, con una crescita media delle vendite di circa il 15% l'anno, per una produzione che nel 2018 si attestava attorno alle 4.800 unità annue. Il posizionamento è quello del segmento ultra-lusso: prezzi che partono da alcune centinaia di migliaia di euro e arrivano, per i pezzi più estremi e per le vendite benefiche di Only Watch, a diversi milioni. Il marchio è diventato inoltre un punto di riferimento nello sviluppo di materiali compositi per l'orologeria — dal titanio di grado 5 al Carbon TPT e NTPT realizzati con North Thin Ply Technology (già impiegata in Formula 1), fino al Quarzo TPT introdotto nel 2015 e al Graph TPT a base di grafene del 2017 — spesso sviluppati in parallelo a partnership sportive con tennisti, piloti di Formula 1 e team come McLaren e Ferrari.
Cosa lo contraddistingue
Linee principali
